Tennis

Roger Federer, il carisma dell’eroe

By Gennaio 31, 2018 Maggio 15th, 2019 No Comments

Quella di Roger Federer può essere ormai considerata una storia paragonabile a quella del Viaggio dell’Eroe. Come per un film, un romanzo o una fiction tv, la vicenda del tennista svizzero – fresco vincitore del suo 20esimo Slam in 15 anni – appartiene a quelle narrazioni coinvolgenti che ci tengono incollati allo schermo col fiato sospeso, o ci lavorano dentro per riemergere alla mente nelle ore o nei giorni successivi. Magari nel momento stesso in cui stiamo sudando in pausa pranzo, su un campo da tennis nel circolo sotto casa, di fronte al solito rivale che non molla di un centimetro.

Perché dunque la storia di Roger Federer dovrebbe funzionare da leva e scatenare una reazione in grado di ribaltare le sorti di un incontro? Proviamo ad analizzare, in chiave mental coaching, alcuni elementi tipici della narrazione “rogeriana”. A partire dalle emozioni.

Domenica scorsa, durante la premiazione dopo la vittoria nella finale degli Australian Open sul croato Marin Cilic (numero 3 al mondo), Federer ha sorpreso milioni di fan disseminati in tutto il mondo, crollando in lacrime, con tanto di singhiozzi, davanti alle impietose telecamere. Qualcuno ha scritto che questo Federer è quello emotivamente più intenso della sua carriera, più connesso con l’amore che lo circonda.

Alla capacità di far fluire gli stati d’animo, e liberare così energie nascoste efficaci in funzione della vittoria, Roger unisce la sua proverbiale leggerezza. Scrive Gabriele Meoni sul Sole24Ore: “La sua metamorfosi è stata tecnica – con quei colpi di controbalzo che lasciano esterrefatti gli spettatori e gli sono preziosi per risparmiare metri e fiato – ma anche psicologica: il nuovo Federer è più sereno in campo, quasi spensierato. Gioca con la leggerezza di chi ormai non ha più niente da perdere dopo una carriera che gli ha dato tutto. Un Federer più umano, che non esita a scoppiare in lacrime dopo l’ennesimo trionfo, il primo a stupirsi dei propri exploit”.

Quando la partita, all’inizio del quinto set, è sembrata sfuggirgli dalle mani e con le energie fisiche ridotte all’osso, ha stupito per come è stato in grado di reagire facendo poco affidamento sulla tecnica. “In quel momento – ha scritto sulla Gazzetta dello Sport Paolo Bertolucci – con l’umiltà dei grandi, ha accettato i dispendiosi recuperi cercando la leggerezza dei movimenti e si è affidato completamente alla carica nervosa e alla forza mentale. Strano a dirsi ma proprio queste due armi, che di solito non fanno parte del bagaglio primario dello svizzero, hanno impresso la svolta decisiva alla contesa. Vincere una partita così, con l’aiuto determinante della testa, apre nuovi orizzonti al fenomeno svizzero”.

Nella speciale partita che Federer gioca con i suoi avversari, una componente di primo piano cresciuta negli anni è il cosiddetto “carisma”, dote non scontata in uno sport dove gli atleti giocano a quasi 25 metri di distanza uno dall’altro. Federico Principi di Sky Sport spiega che “Federer possiede una forza visibile, quella del suo talento e della sua intensità, ma ne possiede un’altra invisibile che non si limita a manifestarsi soltanto durante gli incontri, ma che ha influenzato in ogni momento della propria vita chiunque abbia deciso di sfidarlo nella corsa a diventare il numero uno”.

In chiusura, citiamo Claudio Marinaccio, che su Wired sostiene che sarebbe banale chiamarla solamente carriera. “La sua è una storia da raccontare anche alle generazioni future. Paul Newman ne Lo spaccone diceva: io sono il più forte che hai conosciuto, sono il più forte di tutti. Anche se mi batti resto il più forte”. E guardando come gioca non si può dire o pensare diversamente.

Alessandro Dattilo

Alessandro Dattilo

Giornalista, storyteller, blogger, formatore, ghostwriter. Aiuta aziende e professionisti a raccontare la loro storia, a trasferirla sul web, a farla diventare un libro. Tiene seminari su Brand Journalism e Scrittura Efficace per il Business. Oggi è Senior Content Manager per Roberto Re Leadership School e Stand Out – The Personal Branding Company e docente del programma HRD – Da Manager a Leader. Fondatore di TorinoStorytelling e RomaStorytelling, ha scritto e parlato per quotidiani nazionali, network radiofonici e tv locali. Sul web ha lavorato come consulente editoriale e content manager per il Gruppo Enel, Ferrovie dello Stato, Treccani, Ferpi, Fastweb, Reale Mutua, Comin & Partners e molti altri. Per Mondadori ha pubblicato nel 2014 il libro "Scrittura Vincente", una guida pratica su come usare la parola scritta per raggiungere più facilmente i propri obiettivi in campo aziendale, commerciale, professionale.

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