Tecnologia

Realtà virtuale, come allenarsi a 360 gradi

By 4 Agosto, 2017 17 Maggio, 2019 No Comments

Non è una novità che i ciclisti ricorrano ai video di YouTube e alle panoramiche di Google Street View per studiare i percorsi dal divano di casa. Allenamento mentale che anticipa le prove atletiche. Dalla realtà aumentata a quella virtuale, il passo è breve: provare i tracciati a distanza, muoversi tra solchi e rocce, osservare ogni dettaglio. Tutto questo è possibile grazie alla tecnologia, nello specifico a un’applicazione – denominata WrappingReality – messa a punto da una start up italiana che opera in campo internazionale. E che ha supportato, durante i Mondiali del 2016, la Nazionale azzurra di mountain bike.

Per uno sportivo professionista, immergersi in una realtà a 360 gradi che simula in tutto e per tutto il percorso di gara, è un vantaggio incredibile in termini di visualizzazioni mentali e di ancoraggi positivi. Con appositi visori, che reagiscono ai movimenti della testa, si vive una “videostory immersiva” che consente, nel caso della mountain bike, di eseguire una ricognizione fedele al millimetro, tuffandosi alla velocità di 80 chilometri all’ora tra sassi, radici e buche.

Già alle Olimpiadi di Rio, in Brasile, sono stati impiegati metodi di realtà virtuale per la preparazione degli atleti: vedere in anteprima la pista, provare i movimenti sul terreno di gioco, scegliere quali decisioni prendere senza realmente entrare in campo. In un articolo su Wired, abbiamo letto la storia dei mastini di Dallas, ai quali spetta il primato di essere stata la prima squadra professionistica a utilizzare caschetti virtuali per allenarsi, con lo scopo di affinare la pratica sportiva e tutelare così l’incolumità degli atleti. “In altri termini – scrive Wired – permettendo il perfezionamento degli schemi di gioco, senza che i campioni ci rimettano l’osso del collo”. E sì perché una delle applicazioni più utili è l’allenamento senza rischi. Specialmente negli sport di contatto, dove è preferibile evitare di farsi male prima di una gara.

Per un mental coach sportivo, sperimentare nuovi metodi di training è segno di evoluzione professionale. Non solo allenamento fisico, non solo lavoro su se stessi e sulla massima performance: oggi vince chi sbaglia di meno, grazie proprio a una visualizzazione anticipata dell’avversario o a strategie per coglierlo in fallo.

Oltre a questo, la realtà virtuale e immersiva è utile al mental coach per far sperimentare agli atleti particolari situazioni di stress. L’utilizzo di sistemi ad alta fedeltà virtuale consente di visualizzare in modo realistico ambienti sportivi in 3D, simulare grandi folle, ricreare situazioni chiave così da sollecitare il campione a sostenere l’ansia e la pressione emotiva. Come in uno stadio vero e proprio, dove l’energia negativa di centomila spettatori che fischiano potrebbe far saltare del tutto l’equilibrio mentale di un atleta.

In quest’ottica, esistono sempre più sistemi digitali di virtual training in grado di coniugare immagini, musiche di sottofondo e informazioni vocali impostate dal proprio mental coach. Anche perché – e questo è ormai più che certificato – solo l’apporto di un mental coach in “carne e ossa” può aiutare l’atleta a preparare strategie e a gestire nel miglior modo possibile una tecnologia digitale sempre più avanzata!

Alessandro Dattilo

Alessandro Dattilo

Giornalista, storyteller, blogger, formatore, ghostwriter. Aiuta aziende e professionisti a raccontare la loro storia, a trasferirla sul web, a farla diventare un libro. Tiene seminari su Brand Journalism e Scrittura Efficace per il Business. Oggi è Senior Content Manager per Roberto Re Leadership School e Stand Out – The Personal Branding Company e docente del programma HRD – Da Manager a Leader. Fondatore di TorinoStorytelling e RomaStorytelling, ha scritto e parlato per quotidiani nazionali, network radiofonici e tv locali. Sul web ha lavorato come consulente editoriale e content manager per il Gruppo Enel, Ferrovie dello Stato, Treccani, Ferpi, Fastweb, Reale Mutua, Comin & Partners e molti altri. Per Mondadori ha pubblicato nel 2014 il libro "Scrittura Vincente", una guida pratica su come usare la parola scritta per raggiungere più facilmente i propri obiettivi in campo aziendale, commerciale, professionale.

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