Formula 1Sport e disabilità

Trai motivazione dalla forza mentale di Robert Kubica

By Dicembre 6, 2017 Maggio 15th, 2019 No Comments

Oggi compie 33 anni, ma non si sente affatto un martire. Ultimamente si riparla molto di Robert Kubica, ex pilota di Formula 1, vittima nel 2011 di un gravissimo incidente durante un rally. Se ne riparla perché il polacco, qualche giorno fa ad Abu Dhabi, ha effettuato un incoraggiante test (ben 100 giri) alla guida della Williams FW40, dimostrando di non essere affatto inferiore ai colleghi in termini di competitività con una monoposto. Quella di Robert è stata di fatto una prova generale per capire se potrà ufficialmente prendere il posto di Felipe Massa nella prossima stagione.

“Devo lavorare più duro di una volta – ha spiegato Robert- perché l’età non aiuta. La più grossa differenza è la testa. È incredibile che grande potenza possa avere il cervello e quanto in fretta possa adattarsi a condizioni differenti!!” Già nel giugno scorso il pilota aveva sostenuto un test privato al volante di una Renault sul circuito di Valencia, compiendo 115 giri: “Sono rimasto lontano dai paddock per molto tempo – aveva detto a caldo – e ho vissuto momenti difficili. Sono fiero di ciò che ho fatto anche se mi ricorda cosa ho perso…”.

Addetti ai lavori e mental coach sportivi sostengono che Kubica sia riuscito a sganciare il dolore legato all’incidente, nel momento in cui si è arreso all’handicap. Ha, come si dice in gergo, interrotto lo schema, eliminando la credenza limitante di non potercela fare. Al contrario di chi decide, dopo un incidente serio, di mollare per sempre il mondo delle corse, Robert ha risposto ai dubbi della mente con una fisiologia che non ammette repliche.

Il suo corpo ha iniziato ad allenarsi come un matto, senza più gli obiettivi stringenti che si era posto in passato. L’equilibrio è arrivato insieme al piacere di accettare le cose per quelle che sono, con serenità. Con il tempo il campione di Cracovia è riuscito a compensare e superare l’ostacolo della limitazione nei movimenti del braccio destro, operato 18 volte dopo l’incidente. “Ho lavorato più di dodici mesi per questo test, ma non avrei creduto possibile una cosa del genere alcuni anni fa!!”. Lo scontro aveva infatti provocato gravissime lesioni al pilota, incluse una frattura alla gamba destra, un’emorragia interna e lesioni multiple alla mano, alla spalla e al braccio destro.

“Molte persone mi chiedono perché non abbia riprovato prima a rientrare in pista – spiega – ma la risposta credo sia qui, nella mia testa! Sono piuttosto sicuro che sia il momento giusto e penso di esserne all’altezza”. Robert ha poi aggiunto che “non sono mai stato pronto al cento per cento, nemmeno quando correvo nel mio miglior periodo. Però ho buone speranze: anche se ho qualche limite fisico, non sono mai stato così in forma. Penso di aver fatto tanto, dimostrando quanto valgo. Ci sono molti segnali che mi danno fiducia, ma la decisione finale non spetta a me” ha concluso.

Il cervello gli si è riacceso, lo si capisce dai comportamenti. L’atteggiamento è quello da pilota, la mente lo porta oltre ciò che il braccio può fare, gli viene tutto facile, automatico. E i cento giri appena fatti con la Williams lo confermano. “Dall’incidente del 2011 – scrive Pino Allievi sulla Gazzetta dello Sport – è uscito più analitico e inossidabile dentro. Come capitò a Niki Lauda e ad Alex Zanardi. Risalire dall’abisso significa affacciarsi a un’altra vita, ritrovando la libertà interiore senza auto-inganni. Pronto per nuovi limiti”.

Alessandro Dattilo

Alessandro Dattilo

Giornalista, storyteller, blogger, formatore, ghostwriter. Aiuta aziende e professionisti a raccontare la loro storia, a trasferirla sul web, a farla diventare un libro. Tiene seminari su Brand Journalism e Scrittura Efficace per il Business. Oggi è Senior Content Manager per Roberto Re Leadership School e Stand Out – The Personal Branding Company e docente del programma HRD – Da Manager a Leader. Fondatore di TorinoStorytelling e RomaStorytelling, ha scritto e parlato per quotidiani nazionali, network radiofonici e tv locali. Sul web ha lavorato come consulente editoriale e content manager per il Gruppo Enel, Ferrovie dello Stato, Treccani, Ferpi, Fastweb, Reale Mutua, Comin & Partners e molti altri. Per Mondadori ha pubblicato nel 2014 il libro "Scrittura Vincente", una guida pratica su come usare la parola scritta per raggiungere più facilmente i propri obiettivi in campo aziendale, commerciale, professionale.

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