SciSport invernali

Una spinta straordinaria per Brignone, Goggia e le Fanchini

By Gennaio 17, 2018 Maggio 23rd, 2019 No Comments

I valori indirizzano tutte le nostre scelte dando una direzione alla nostra vita. Sono come una stella polare che sta davanti a noi, che ci guida nel prendere le decisioni determinanti per il nostro cammino. Se desideriamo raggiungere livelli di massima realizzazione nella vita, possiamo farlo solo decidendo quali sono le cose più importanti per noi, i nostri valori più alti e facendo il possibile per vivere ogni giorno della nostra esistenza in base a questi principi, sempre e indipendentemente da ciò che accade.

Vivere secondo i nostri valori e i nostri standard anche quando le cose non vanno come vorremmo, quando le persone non si comportano come ci aspettavamo facessero, quando tutto sembra essere contro di noi. Vivere secondo i nostri valori, agire coerentemente con quello che secondo noi è il senso della vita ha il potere di conferire una felicità duratura, una sensazione di sicurezza, di pace interiore e di totale congruenza, che pochissimi raggiungono”.

Oggi non parliamo soltanto di sport, di sci, di vittorie azzurre. Oggi partiamo dai Valori, con la V maiuscola, e lo abbiamo fatto scegliendo un passaggio tratto dal libro “Leader di te stesso” di Roberto Re. Per spiegare infatti cosa ci sia dietro questo magico momento, questo stato di grazia delle nostre sciatrici (la Goggia, la Brignone e le sorelle Fanchini) occorre fare riferimento ai valori, agli atteggiamenti, alle doti caratteriali che sorreggono un atleta, specialmente nei momenti difficili.

Tutte queste atlete attraversano, o hanno attraversato, periodi “tosti”. Ci riferiamo a infortuni fisici (pubalgia per la Brignone, risentimento muscolare per la Goggia) ma anche a malattie ben più serie. Proprio qualche giorno fa la 32enne bresciana Elena Fanchini ha annunciato su Facebook che non disputerà la prossima Olimpiade in Corea: “La vita mi ha messo davanti a una nuova sfida, una cosa seria per cui sono costretta a fermarmi per curarmi”. Un comunicato federale ha poi specificato che si tratta di una “neoplasia di basso grado che potrà essere curata”. Un tumore, insomma, che la terrà lontana dalle piste per un tempo non definibile.

Nell’ultimo weekend è successo qualcosa di incredibile, di storico per lo sci azzurro, che non si spiega soltanto con l’assoluto livello tecnico delle ragazze italiane o con la motivazione che si respira a pochi giorni dall’inizio delle Olimpiadi di Pyeongchang 2018, in Corea. Federica Brignone, Sofia Goggia e Nadia Fanchini hanno compiuto una doppia impresa le cui radici affondano nell’amore, nell’amicizia, nella passione, nella consapevolezza, che si trasformano in motivazioni. Che non sono doti acquistabili al supermercato, né caratteristiche che puoi rinforzare con l’allenamento giornaliero.

Sulle nevi di Bad Kleinkirchheim, in Austria, nel Super G di sabato la Brignone ha trionfato. Dietro di lei, la Fanchini (5a) e la Goggia (10a). Nella Discesa di domenica, il podio è stato interamente tricolore: Goggia vincitrice, alle sue spalle la Brignone (2a) e la Fanchini (3a). Una due-giorni da raccontare ai nipotini anche fra trent’anni. Tutte e tre hanno dedicato i successi di questi giorni a Elena, costretta a guardare la sorella e le amiche in televisione.

“Non è facile – ha scritto lei stessa sempre sul suo profilo Facebook – perché penso a tutti i sacrifici, alla fatica, agli obiettivi della stagione, alle Olimpiadi e ai miei sogni. Tutto scivola via come pioggia. Questa è la vita, non sai mai cosa può succedere, ma io non mi arrendo, affronto questa nuova sfida con tanta forza e coraggio per tornare più forte e realizzare i miei sogni”.

Come è facile da intuire, questa storia non è solo frutto di formidabili capacità tecnico-agonistiche. Qui si tratta di qualcosa di più profondo, di quella bussola che guida ognuno di noi nel cammino verso la vita. Sofia, Federica, Nadia e la sorella Elena sono le protagoniste di una vicenda che va oltre le gobbe e i lastroni di ghiaccio della pista dedicata a Franz Klammer. Una vicenda che porta dritto al tema dei valori.

Robert Dilts, uno dei padri fondatori della PNL, definisce i valori “super credenze”, termine che rende bene l’idea di come si tratti di convinzioni molto profonde su “cosa è importante per noi”. Tutti quanti vogliamo sentirci bene ed evitare di stare male, ma ognuno ha sviluppato nel corso della propria vita un suo codice personale per stabilire cos’è piacere e cos’è dolore e quali emozioni sono più importanti di altre. I valori sono proprio quegli impulsi che ci motivano ad andare in direzione di qualcosa o che ci spingono ad allontanarci da qualcos’altro.

Per uno sportivo, per un atleta che gareggia a livello agonistico, conoscere la propria lista di valori (sia positivi che negativi) è di grande importanza strategica. Serve a farsi domande potenzianti che aiutano a spostare il focus verso che ciò che veramente importante nella propria vita.

  • “Con quali valori posso raggiungere il futuro che desidero?”
  • “Quali devo mantenere, aggiungere, eliminare?”
  • “Quali benefici emotivi ricaverò nel seguire la mia bussola di valori?”

Lavorare con un mental coach serve a scoprire i valori e le credenze potenzianti che possono spostare l’asse della nostra vita. È un percorso che ci aiuta a riconoscere i conflitti di valori, alcuni dei quali sono stati ereditati dall’ambiente in cui siamo cresciuti.

Le nostre sciatrici conoscono bene questi argomenti. Mettere in campo certi valori – come il coraggio, l’orgoglio, la tenacia e il pensare in positivo – rappresenta una potente ricetta per affrontare le difficoltà, in pista come nella vita. Nadia Fanchini ha trovato grinta e motivazione pensando a Elena portando il focus sulla prestazione, indice di grande forza mentale. La Goggia è tornata a sentirsi protagonista e vuole vivere al massimo questo sentiero che la porterà all’Olimpiade. La Brignone si è sbloccata a livello mentale convincendosi delle sue qualità anche grazie al fratello Davide, che le fa da mental coach e la segue ovunque. Tra accelerazioni, frenate e dubbi, tipici di una ragazza di 27 anni. Perché la stessa Federica un anno fa a Maribor, all’apice di una crisi profonda, aveva addirittura sfiorato l’idea di mollare tutto. Ma per fortuna, sua e di tutti gli appassionati di questo sport, ci ha ripensato.

Chiudiamo con un augurio a Elena che sta dimostrando un grande coraggio, un atteggiamento da combattente e da vincente in questa gara della vita. Siamo certi che tornerà più forte di prima, e non solo mentalmente: quando escono da queste situazioni difficili, spesso i grandi atleti si ritrovano cresciuti, focalizzati, ancora più vincenti.

Alessandro Dattilo

Alessandro Dattilo

Giornalista, storyteller, blogger, formatore, ghostwriter. Aiuta aziende e professionisti a raccontare la loro storia, a trasferirla sul web, a farla diventare un libro. Tiene seminari su Brand Journalism e Scrittura Efficace per il Business. Oggi è Senior Content Manager per Roberto Re Leadership School e Stand Out – The Personal Branding Company e docente del programma HRD – Da Manager a Leader. Fondatore di TorinoStorytelling e RomaStorytelling, ha scritto e parlato per quotidiani nazionali, network radiofonici e tv locali. Sul web ha lavorato come consulente editoriale e content manager per il Gruppo Enel, Ferrovie dello Stato, Treccani, Ferpi, Fastweb, Reale Mutua, Comin & Partners e molti altri. Per Mondadori ha pubblicato nel 2014 il libro "Scrittura Vincente", una guida pratica su come usare la parola scritta per raggiungere più facilmente i propri obiettivi in campo aziendale, commerciale, professionale.

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