SciSport invernali

I nuovi obiettivi della vincente “Federica”

By Novembre 26, 2018 Maggio 15th, 2019 No Comments

In questo momento penso solo a sciare ed è una bella sensazione, sono serena e rilassata perché mi sto divertendo, scorre l’adrenalina giusta. In gigante sono entrata ‘in bolla’, ora conto di farlo pure nelle prove veloci, inclusa la discesa!”. È una Federica Brignone in grande spolvero quella che ha trionfato nel gigante di sabato, sulle nevi del Vermont. Nono trionfo in carriera e 26esima apparizione tra le top three’ per la ventottenne sciatrice milanese, che nella seconda manche ha messo la freccia del sorpasso, schiantando la concorrenza (seconda la norvegese Mowinckel, quarta la fuoriclasse americana Mikaela Shiffrin, medaglia d’oro a PyeongChang 2018).

Per autorevolezza – hanno notato gli addetti ai lavori – Federica ha ricordato Deborah Compagnoni: sempre all’attacco, consapevole di essere quella che detta le condizioni. Le gerarchie cambiano, tingendosi d’azzurro? Ecco cosa diceva Federica Brignone a inizio del 2017: “Pensavo di non essere più capace. Quello che devi guarire prima di tutto è la testa. È servito lavorare da sola, mentre le altre erano a fare le gare. Così come il mental coach”.

Aspettando la Goggia (infortunata), la Brignone – dopo la vittoria di Killington e un secondo posto nel gigante di apertura a Soelden – sogna in grande per quest’annata. “Il mio obiettivo a lungo termine è vincere la Coppa del Mondo generale, sarebbe un sogno incredibile. Non serve essere mediocre in quattro discipline, ma vincente in due o tre. Guardate Hirscher: vince slalom e gigante, alla fine è sempre davanti”.

Dopo aver raggiunto il podio nonostante le precarie condizioni fisiche, l’azzurra guarda con ottimismo ai prossimi appuntamenti e giudica fondamentale il nuovo team dedicato: “Sono felice di questa soluzione perché avere un team ad hoc ci permette di allenarci in più discipline nella stessa giornata”. Da un paio di stagioni Federica è costantemente seguita da Davide, il fratello 25enne. Un sostegno importante per lei, soprattutto sul piano emotivo e psicologico. Dopo sei settimane di stop per una microfrattura alla tibia, arrivare seconda nella gara d’esordio è stata una grande iniezione di fiducia. “Davide è una presenza importante – ha detto Federica dopo il podio di Soelden – si fa in quattro per me, in pista e fuori. Mi aiuta, mi vuole bene, qualsiasi cosa accada lui c’è”.

Cerco di aiutarla a godere di ciò che fa – risponde Davide – andiamo molto d’accordo, passare del tempo con me la rasserena. È importante avere vicino qualcuno che ti vuole bene, con cui puoi sfogarti e confidarti. In pista la aiuto dandole fiducia: sa che se le dico qualcosa lo faccio per il suo bene. È brava, mi ascolta, nell’allenarsi è ammirevole. Lavorare con lei è una fortuna. Con gli altri tecnici lavoriamo bene insieme, cerco di fare in modo che le arrivino messaggi univoci. Magari capita che Rulfi (responsabile team) mi dica ‘Guarda, in pista l’ho vista in un certo modo, prova a farglielo presente’ perché sa che glielo dico. Con Federica lavoro molto sulla fiducia. Certo, negli ultimi mesi ha sciato poco, ma lei fa la Coppa del Mondo da otto anni, tecnicamente non ha problemi. Le mancano ancora certe sensazioni che stiamo ricostruendo, anche lavorando sull’atletica”.

La Brignone sembra mentalmente rasserenata dalla presenza di persone così al suo fianco. Anche perché non è sempre facile far lavorare in armonia un team tecnico e un mental coach. “Paradossalmente, l’infortunio estivo mi ha migliorato – spiega – Ero stressata, non mi accontentavo, ero agitata anche se mi stavo allenando bene. Lo stop mi ha aiutato a capire che ci sono eventi contro cui non puoi fare nulla: devi rilassarti, affrontarli e superarli. Sono sempre impulsiva, rimango una di cuore, che vive di emozioni. Ma se adesso c’è qualcosa che non va come dico io, mi tranquillizzo! In questo, Davide è necessario: mi sta vicino e mi aiuta con i feedback”.

Senza Sofia Goggia, infortunata, i riflettori sono ancora più puntati su di lei. “Spero di essere la locomotiva di una squadra competitiva anche con altre ragazze. Sofia? Quando tornerà, si riproporrà la formula delle due capitane che si sfidano. Sono sicura che farà bene al nostro sci”.

>> Leggi anche: “Federica Brignone, trionfo atletico e mentale!

Alessandro Dattilo

Alessandro Dattilo

Giornalista, storyteller, blogger, formatore, ghostwriter. Aiuta aziende e professionisti a raccontare la loro storia, a trasferirla sul web, a farla diventare un libro. Tiene seminari su Brand Journalism e Scrittura Efficace per il Business. Oggi è Senior Content Manager per Roberto Re Leadership School e Stand Out – The Personal Branding Company e docente del programma HRD – Da Manager a Leader. Fondatore di TorinoStorytelling e RomaStorytelling, ha scritto e parlato per quotidiani nazionali, network radiofonici e tv locali. Sul web ha lavorato come consulente editoriale e content manager per il Gruppo Enel, Ferrovie dello Stato, Treccani, Ferpi, Fastweb, Reale Mutua, Comin & Partners e molti altri. Per Mondadori ha pubblicato nel 2014 il libro "Scrittura Vincente", una guida pratica su come usare la parola scritta per raggiungere più facilmente i propri obiettivi in campo aziendale, commerciale, professionale.

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