Pillole di coaching

Allenamento mentale per atleti da casa: i consigli del Mental Coach

By Marzo 18, 2020 No Comments
allenamento mentale per atleti da casa i consigli del mental coach

Allenamento mentale per atleti da casa: i consigli del Mental Coach Lorenzo Marconi

In campo non ci si può andare, sciare non se ne parla, a cavallo men che meno, molti calciatori sono addirittura in quarantena e negli altri sport di squadra di allenamenti sono da escludere… Gli atleti che parteciperanno alle Olimpiadi (si faranno?) si allenano comunque, sia fisicamente, sia tecnicamente e anche mentalmente.

Per quelli che stanno a casa, cosa fare dal punto di vista della preparazione mentale in questo momento in cui non ci si può allenare tecnicamente a tempo pieno e non si può gareggiare?

Ecco qualche suggerimento di base sull’allenamento mentale per atleti (Home Edition 😉)


Respirazione diaframmatica

allenamento mentale per atleti respirazione diaframmatica

La respirazione diaframmatica è la porta d’ingresso per tutti gli esercizi mentali. Davanti allo specchio verificare che il torace resti fermo. La respirazione diaframmatica inoltre contribuisce ad abbassare il battito cardiaco. È utile al rilassamento. Andrebbe allenata sempre, ma ora, avendo più tempo a disposizione, potete esercitarla per due minuti, almeno cinque volte al giorno e prima di ogni attività fisica.

Mantenersi attivi

È importante mantenersi attivi dal punto di vista atletico, anche a casa.
Stretching e workout.

Utilizzo dei neuroni specchio

allenamento mentale per atleti neuroni specchio

È ormai da tempo scientificamente provato che il nostro cervello registra attivamente, attraverso il principio del modellamento. Questa modalità è utile anche in caso di atleti che hanno subito infortuni e che non possono riprendere l’attività a tempo pieno. Prendete dei modelli di atleti che possano essere simili a voi, oppure vostri video nei quali avete eseguito gesti tecnici efficaci. Osservateli attentamente più volte. Evitate di guardare video con errori. Siccome il cervello registra, fate in modo che possa registrare cose positive, gesti tecnici ottimali. Quando osservate voi stessi, un ottimo metodo è quello di essere dissociati il più possibile: significa guardare ciò che osservate eliminando l’aspetto emozionale.

In seguito potete prendere il gesto tecnico, associarlo a voi stessi e eseguire delle visualizzazioni in prima posizione, qui in totale associazione, ascoltando le vostre sensazioni.
Mentre siete associati in prima posizione concentratevi e visualizzate il gesto tecnico immaginando attentamente come si svolge, quale parte del vostro corpo è più attiva, cosa sentite, cosa vi da benessere, cosa vi fa sentire OK in quella situazione.
In questi momenti bisogna mantenersi vivi mentalmente, perché la connessione mente corpo è fondamentale.

allenamento mentale per atleti visualizzazioni

Letture motivazionali

Per chi ne ha la possibilità, è utile leggere libri motivazionali, senza necessariamente spingersi su testi scientifici. Una buona idea è anche vedere film che possano offrire spunti adatti alla preparazione mentale, guardandoli un po’ di più con l’occhio e l’attenzione rivolta agli aspetti legati al lavoro fatto con il proprio mental coach.
Nel prossimo blog vi suggerirò dei film e dei libri che potranno essere adatti a passare questi bei momenti da “atleti reclusi”.

A questo proposito voglio raccontare una storia realmente accaduta, che può farci capire quanto sia importante essere mentalmente vivi, quando non si hanno opportunità di allenamento…

La storia del Colonnello George Hall

la storia del colonnello George Hall

Il colonnello americano George Hall fu catturato durante la guerra del Vietnam e imprigionato per diversi anni in un campo di concentramento, in condizioni non certo piacevoli. Tornato in patria alla fine della guerra, venne invitato da alcuni amici a partecipare a una partita di golf, sport a lui caro e per il quale nutriva una grande passione.
Il colonnello Hall accetto l’invito e disputò una grande partita, con enorme sorpresa da parte di tutti.

Come aveva fatto, visto il duro periodo di prigionia e la prolungata assenza dai campi da golf?
Quale era il suo segreto?

Di fronte ai visi stupiti dei suoi amici, e alle loro incalzanti domande, il colonnello rispose che per tutto il periodo di prigionia aveva continuato a giocare a golf nella sua mente.
Ogni giorno si immaginava sul suo campo da golf preferito mentre disputava le sue diciotto buche, immaginando ogni singolo colpo, superando ogni imprevisto che poteva incontrare e godendo dei risultati che nel suo gioco immaginario riusciva a raggiungere.
Il suo segreto risiedeva dunque nell’aver continuato, giorno dopo giorno, a giocare a golf nella sua mente, immaginando se stesso in campo, come se stesse realmente giocando la sua partita.
Attraverso il potere delle visualizzazioni aveva mantenuto la sua mente attiva, viva, immaginando vividamente il proprio gesto tecnico e la sua prestazione.

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