CalcioPillole di coaching

Sogno e pregiudizio! Le credenze dei calciatori.

By 16 Febbraio, 2016 23 Maggio, 2019 No Comments

Tutto il mondo celebra da mesi la favola di Jamie Vardy, stella della capolista Leicester e capocannoniere della Premier League con 19 reti in 26 partite.

Nel 2012 giocava nella quinta serie inglese; oggi è uno degli attaccanti più ammirati al mondo e la sua storia approderà presto a Hollywood. Lo sceneggiatore inglese Adrian Butchart, infatti, ha pensato di farne un film. I provini per la scelta degli attori sono già iniziati e la parte di Jamie toccherà a uno tra Robert Pattinson, l’eroe di Twilight, e Louis Tomlinson, star degli One Direction.

La storia di Vardy è diventata una favola planetaria, ma anche a casa nostra non mancano le meraviglie da mille e una notte.

Avete presente Kevin Lasagna? Ventitré anni, attaccante del Carpi, quest’anno ha già segnato 3 gol in Serie A. Kevin, con quel cognome che è una garanzia soprattutto in trattoria, nel 2011-2012 giocava in Promozione con il Governolo. Poi due stagioni in Serie D; la prima nel Cerea (35 presenze e 7 gol) e la seconda nell’Este, dove si mette in luce segnando 21 reti in 33 partite. La scorsa estate va in prova al Carpi, in Serie B. Piace a mister Castori che dà l’ok per il tesseramento.

E ha inizio la favola; si fa apprezzare per la sua dedizione alla causa, la duttilità, la capacità di entrare a partita in corso e incidere, la voglia di migliorarsi giorno dopo giorno. Risultato? 26 presenze, 5 reti e un grande contributo alla promozione del Carpi in Serie A, uno degli eventi più straordinari della storia del nostro calcio.

MODENA, ITALY - NOVEMBER 01: Kevin Lasagna of Carpi FC looks on during the Serie A match between Carpi FC and Hellas Verona FC at Alberto Braglia Stadium on November 1, 2015 in Modena, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

E cosa dire di Nicola Citro, 26 anni? Da quando era ragazzo gli amici lo definivano il Messi di Fisciano per la sua capacità di saltare l’avversario. Tutti parlavano di lui come di un fenomeno, eppure sembrava non ci fosse nulla da fare, sembrava un incantesimo, non riusciva a schiodarsi dal calcio dilettantistico e la sua gavetta pareva non finire mai. Dalla Sanseverinese (la squadra in cui è cresciuto) all’Ebolitana, dalla Valle Grecanica al Città di Messina e al Marcianise; la sua carriera era prigioniera dei pur onorevoli campionati di Promozione, Eccellenza e Serie D.

A Messina si segnala come uno dei migliori nel ruolo, ma è nel 2013-2014 con il Marcianise che compie il salto di qualità mettendo a segno 21 reti. Gli osservatori del Trapani non se lo lasciano scappare: è Serie B. La prima stagione è di rodaggio: 12 spezzoni e 3 assist vincenti. Quest’anno l’esplosione: gioca sempre titolare, ha già segnato 7 gol bellissimi e, per classe e funambolismo, è una delle grandi attrazioni del campionato cadetto. Non male per un ragazzo che qualche estate fa si allenava con i disoccupati dell’Equipe Salerno…

Capito come gira la vita? 
George Bernard Shaw, scrittore irlandese, diceva: “Alcuni guardano le cose e dicono: ‘perché?’. Io invece sogno le cose e dico: ‘Perché no?’ “. 
Lo hanno fatto Kevin e Nicola, lo puoi fare anche tu. Perché no?

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Credo poco al concetto di “calciatori di categoria”. Secondo me il discorso è esclusivamente mentale, legato alla propria autostima e alla capacità di reggere pressioni e aspettative. Gli attaccanti più solidi dal punto di vista psicologico, ad esempio, sono riusciti a essere implacabili sia in Serie A sia in Serie B.

Qualche nome? Di Vaio, Toni, Protti, Lucarelli, Ferrante, Immobile, Tavano, Rolando Bianchi. Certo, occorre lavorare e alzare ogni giorno l’asticella dell’impegno, migliorare tutti i colpi, ma chi è forte in Lega Pro, con la testa giusta (e magari un bravo mental coach), può esserlo anche in Serie A.

Siamo alle solite: ogni pregiudizio rappresenta una credenza limitante. Sei convinto di essere un attaccante di categoria? Molto probabilmente lo rimarrai perché con una convinzione del genere sarai tu ad aver messo per primo un limite alla tua possibilità di crescita. Sei invece convinto che, grazie alle tue qualità e al lavoro incessante che svolgi giorno dopo giorno, hai tutte le carte in regola per segnare in Serie A come in Serie D? Bravissimo! Hai posto le basi per farcela!

Le convinzioni determinano lo stato d’animo con cui ogni domenica entri in campo, ma anche lo spirito e l’atteggiamento con cui a inizio stagione ti presenti nello spogliatoio della tua nuova squadra, uno spogliatoio magari affollato da calciatori che da anni giocano in categorie superiori alla tua.

Una convinzione limitante (“non ce la farò mai… Non sarò mai alla loro altezza”) è il preludio di un’annata timida e anonima; una convinzione potenziante (“Sono fortissimo. Ce la farò perché ho tutto ciò che serve per sfondare”), al contrario, ti consentirà di affrontare la nuova avventura con lo stato d’animo e la forza mentale giusti per vincere la sfida.


Articolo a cura di Marco Cassardo

Sport Power Mind

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Sport Power Mind è la forza di una squadra al servizio dell'atleta; un team di professionisti uniti tra loro dal medesimo obiettivo: liberare il potenziale degli atleti per massimizzare le loro prestazioni. Sport Power Mind utilizza, sia per la formazione, sia durante le sessioni di lavoro con gli atleti, un metodo di coaching unico e distintivo, frutto di studi ed esperienze maturati in anni di attività sul campo.

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