Motociclismo

Rossi e Lorenzo, il pendolo delle emozioni

By Marzo 29, 2017 Maggio 15th, 2019 No Comments

Sicurezza, tranquillità, divertimento. Per guidare con efficacia un’automobile, occorrono questi tre ingredienti. Ne ha parlato Roberto Re nell’ultimo corso Emotional Fitness di Bologna, a proposito di chi vive con la fobia di condurre la propria macchina in autostrada. Di certo, Valentino Rossi non ha di questi problemi in pista con la sua Yamaha. Basta leggere cosa ha dichiarato a fine gara, in Qatar, dopo essere giunto inaspettatamente terzo: “Sono vecchio ma mi diverto un casino!”. Laddove quando si autodefinisce vecchio, sappiamo bene che non ci crede neanche lui.

L’elisir di lunga carriera del pilota pesarese è infatti racchiuso nell’identità mentale. Quando la sua mente si chiede “Chi sono io?”, vengono a galla i valori che lo hanno reso uno straordinario vincente nell’arco di tutti questi anni. Sicurezza, intesa come cura maniacale dei dettagli. Tranquillità, ovvero la consapevolezza di essere tecnicamente ed emozionalmente il più grande. Divertimento, e questa è la caratteristica che ne ha fatto il più amato dal pubblico (il suo personaggio nasce già dalle prime comparse nel Motomondiale: le gag comiche in collaborazione con il suo Fan Club, gli adesivi con i suoi amatissimi animali da compagnia, il numero 46 e il colore giallo, rendono Rossi un pilota carismatico e dallo stile irriverente).

Ancora Rossi nel dopo-gara: “Viñales? Non me l’aspettavo così forte. Ma sapete che le sfide mi piacciono, mi fanno restare giovane!!”. Ecco la chiave per non mollare mai: trovare motivazioni nelle difficoltà, esaltarsi alla ricerca della soluzione, affrontare il problema come una sfida e vivere la gara come la chance della vita per dimostrare tutto il proprio valore.

Il Dottore (questo il suo soprannome) è un vero mental coach di se stesso: abbassa la guardia e ammaina la bandiera solo dopo averle provate tutte! Il fallimento non fa parte del suo vocabolario, non mollare mai è il suo mantra. Un incantesimo che trasmette alla squadra, ai meccanici: i quali, anche grazie alla sua tenacia e alla sua leadership, spesso trovano accorgimenti vincenti solo nel warm up, a poche ore dalla partenza. La cattiveria e l’attenzione spasmodica ai particolari sono di fatto lo spartiacque tra le situazioni da risolvere e la soluzione.

Focus, fisiologia e linguaggio interiore sono perfettamente allineati e si alimentano a vicenda per generare un gesto tecnico funzionale, utile al raggiungimento dell’obiettivo. “In Qatar è stato bello superare tanti piloti, Marquez compreso. Cominciare con un podio è il modo migliore per iniziare la stagione”. Questo significa avere sempre standard elevati, mantenere viva la propria identità di vincente. Lo dimostrano i ventidue anni di carriera consecutivi con almeno un podio. Proprio in Qatar nessuno avrebbe scommesso su di lui: nemmeno Valentino stesso, che dopo le prove aveva ammesso: “Firmerei con il sangue per arrivare sul podio”.

Rivali e differenti

Ora, a beneficio di atleti e mental coach che seguono il nostro blog – e dei moltissimi che hanno già messo in pratica le preziose informazioni contenute nel programma di Sport Mental Training di Roberto Re – vogliamo fare un parallelo tra Valentino Rossi e uno dei suoi storici rivali: lo spagnolo Jorge Lorenzo.

Al Gran Premio del Qatar, entrambi sono arrivati dopo una serie di test invernali non particolarmente positivi: tanti dubbi, problemi e poche certezze. Unico elemento comune: essere dei vincenti. In gara il Dottore si è trovato a battagliare con i primi, per chiudere infine al terzo posto, lottando alla pari senza esclusione di colpi. Lorenzo, autore di una gara complicata, è partito con una divagazione andando largo dopo poche curve, ha proseguito stazionando tra il 15° e il 12° posto, e ha concluso mestamente undicesimo, a 20 secondi dal primo.

A differenza di Rossi, il campione di Palma di Maiorca nelle difficoltà si perde. Appena le condizioni diventano sfavorevoli (o per meglio dire a lui non congeniali), sembra che la sua attenzione cada su ciò che lo mette in difficoltà: il focus diventa il problema, e non la soluzione.

Se parte in testa si esalta, diventa il martello che tutti conosciamo, il suo marchio di fabbrica. Ma se qualcosa non va per il verso desiderato, lo spagnolo non riesce a cambiare atteggiamento: rimane intrappolato nei suoi demoni, si perde, si deprime. E questo vale sia per la singola gara, sia per il periodo o la stagione. Le difficoltà lo imprigionano nella mediocrità, nonostante sia un talento indiscusso e certamente il pilota più veloce quando può pensare solo… al suo polso destro.

Lui stesso ammette di perdere fiducia, a Losail (Qatar) si è demoralizzato per le gomme: ma è ovvio che il problema risieda nella sua incapacità di gestire determinati stati d’animo. Jorge insomma dovrà lavorare ancora tanto dal punto di vista mentale: e non solo per capire la nuova Ducati (che il fenomeno spagnolo ha il dovere di portare alla vittoria nel Mondiale), ma soprattutto in virtù del suo contratto milionario, che lo rende il pilota più pagato della moto GP (dodici milioni a stagione!).

Alessandro Dattilo

Alessandro Dattilo

Giornalista, storyteller, blogger, formatore, ghostwriter. Aiuta aziende e professionisti a raccontare la loro storia, a trasferirla sul web, a farla diventare un libro. Tiene seminari su Brand Journalism e Scrittura Efficace per il Business. Oggi è Senior Content Manager per Roberto Re Leadership School e Stand Out – The Personal Branding Company e docente del programma HRD – Da Manager a Leader. Fondatore di TorinoStorytelling e RomaStorytelling, ha scritto e parlato per quotidiani nazionali, network radiofonici e tv locali. Sul web ha lavorato come consulente editoriale e content manager per il Gruppo Enel, Ferrovie dello Stato, Treccani, Ferpi, Fastweb, Reale Mutua, Comin & Partners e molti altri. Per Mondadori ha pubblicato nel 2014 il libro "Scrittura Vincente", una guida pratica su come usare la parola scritta per raggiungere più facilmente i propri obiettivi in campo aziendale, commerciale, professionale.

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