Golf

Tiger Woods, la mente del campione

By 28 Settembre 2018Maggio 22nd, 2019No Comments

Il subconscio non distingue tra impulsi intellettuali costruttivi e distruttivi. Lavora con il materiale che gli forniamo attraverso i nostri pensieri. In occasione di fallimenti sportivi, il vero campione è colui che sa reagire. Che dimostra di saper rinforzare la sua identità, senza arrendersi all’idea profonda di essere un fallito. Se poi ai fallimenti sportivi (cinque anni senza vittorie) aggiungi quattro interventi alla schiena e un repertorio di scandali extra-green, allora l’obiettivo di “non mollare e tornare al successo” può diventare un’impresa titanica.

Per questo (significato, attesa e importanza) quella nel Tour Championship di qualche giorno fa è una delle vittorie più importanti della carriera straordinaria di un campione unico e irripetibile come Tiger Woods. Dopo 1.876 giorni il golfista americano è tornato sul massimo gradino del podio, conquistando per la terza volta in carriera (dopo i successi nel 1999 e nel 2007) il Tour Championship, quarta e ultima gara dei PlayOffs del PGA Tour di golf.

“Sono davvero incredulo – le parole di Tiger Woods – dedico questo successo ai miei figli. In tutti questi anni loro hanno equiparato il golf al dolore. Mi hanno visto soffrire, piangere. Adesso finalmente possono godersi la felicità. È stata dura, ma ce l’ho fatta. E ora voglio la Ryder Cup”.

A fare da sfondo alla cerimonia di premiazione, un assordante coro “Usa, Usa” intonato dal pubblico di Atlanta per far capire che la Ryder Cup di Parigi (che inizia domani) è già entrata nel vivo. E con un Tiger Woods in formato stellare, gli Stati Uniti possono sognare e sperare di bissare il successo del 2016.

In queste ore Tiger è tornato ad allenarsi a Le Golf National, il complesso a una quarantina di chilometri da Parigi dove da oggi cercherà, con gli Stati Uniti, di strappare la vittoria in casa dell’Europa dopo 25 anni. “Ieri sera quando sono arrivato abbiamo fatto festa con i compagni – ha raccontato – è stato molto divertente quando li ho visti, ma oggi ci siamo già allenati. Il percorso è piuttosto serrato ma è bello fare golf quando non ci sono 35 gradi di temperatura”.

La mente al centro della rinascita

Nel percorso di risalita dall’inferno al paradiso, Woods ha fatto suo uno dei principi del mental coaching: lavorare sul dialogo interno e sul linguaggio potenziante, fattori di successo che fanno realmente la differenza.

“Un allenamento mentale costruttivo parte dalla convinzione nelle proprie capacità di arrivare alla vittoria”, spiega Lorenzo Marconi, manager e performance coach di ISMCI. “Questa sicurezza, che si autoalimenta grazie a uno specifico lavoro, consente alla parte conscia della nostra mente di mettersi da parte e non fare resistenza. In quella situazione ideale, anche Tiger Woods ha potuto attingere più facilmente al suo inconscio e alle credenze potenzianti legate alla sua identità. A quel punto sul green puoi giocare libero da condizionamenti e pensieri negativi, mettendo in campo le risorse migliori: ovvero quelle del super-campione”.

Arriva la Ryder Cup

Diceva Napoleon Hill che non sempre “le battaglie della vita vanno al più forte o al più veloce. Ma prima o poi chi vince è colui che pensa di potercela fare”. Occhi puntati dunque a Parigi, dove “colui che pensa di potercela fare” è tornato a… farcela!

Fino a domenica 30 settembre l’Europa e gli USA si sfideranno in un duello appassionante, che ogni due anni si ripete con momenti rimasti incastonati nella leggenda del golf. Gli statunitensi appaiono decisamente attrezzati per imporre la propria legge anche in trasferta, vista la rinascita di Tiger Woods.

Sul fronte opposto c’è un leader inedito: Francesco Molinari. Super Chicco è il numero 1 del team Europa, grazie alle straordinarie vittorie conseguite nell’anno in corso (tre tornei di altissimo pregio) a partire dal BMW PGA Championship e dal Quicken Loans National, fino al magico trionfo nell’Open Championship, primo successo di un italiano in un Major.

Anche Molinari dimostra con le sue parole di conoscere molto bene l’importanza dell’atteggiamento mentale. “Conta poco quello che hai fatto fino a qui. A questo punto è fondamentale dare il meglio in questi tre giorni. Io ho fatto una buona preparazione e conto di giocare un buon golf. Quando sei per strada e la gente ti fa i complimenti ti rendi conto di quanto sia grande quello che fai. Per fortuna però ho una moglie e due figli che mi riportano sulla terra molto rapidamente”.

Perché in gara conta cos’hai fatto e cosa pensi di poter fare: ma più di tutto conta quanto sai attingere in quel momento al meglio di te stesso.

Alessandro Dattilo

Alessandro Dattilo

Giornalista, storyteller, blogger, formatore, ghostwriter. Aiuta aziende e professionisti a raccontare la loro storia, a trasferirla sul web, a farla diventare un libro. Tiene seminari su Brand Journalism e Scrittura Efficace per il Business. Oggi è Senior Content Manager per Roberto Re Leadership School e Stand Out – The Personal Branding Company e docente del programma HRD – Da Manager a Leader. Fondatore di TorinoStorytelling e RomaStorytelling, ha scritto e parlato per quotidiani nazionali, network radiofonici e tv locali. Sul web ha lavorato come consulente editoriale e content manager per il Gruppo Enel, Ferrovie dello Stato, Treccani, Ferpi, Fastweb, Reale Mutua, Comin & Partners e molti altri. Per Mondadori ha pubblicato nel 2014 il libro "Scrittura Vincente", una guida pratica su come usare la parola scritta per raggiungere più facilmente i propri obiettivi in campo aziendale, commerciale, professionale.

Lascia un commento a questo articolo

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.