Golf

Il dialogo interno del golfista Paratore

By 13 Ottobre, 2017 17 Maggio, 2019 No Comments

Sono stati complessivamente 10mila gli spettatori che hanno seguito la prima giornata di gara del 74° Italian Open. Un successo che premia la scelta della Federazione Italiana Golf, ma un successo (provvisorio) anche per Francesco Molinari, in testa alla classifica nella giornata iniziale del torneo valido per il circuito europeo. “È stato molto bello partire subito bene – ha detto alla fine – L’inizio è fantastico, ora c’è un bel po’ di lavoro davanti. Un momento particolare? Mi ha dato molta soddisfazione e carica l’approccio imbucato alla buca 18 per il birdie, forse nel punto migliore, sotto il Villaggio Ospitalità e con tanti spettatori che stavano seguendo”.

Sull’argomento “pubblico che dà la carica” era intervenuto qualche giorno fa il giovane Renato Paratore, 20enne romano, già vincitore di un primo torneo European Tour, oltre all’oro olimpico giovanile. “Per un italiano l’Open di Monza è l’appuntamento dell’anno, un sogno! Giocare davanti al pubblico di casa mi dà una carica enorme, il tifo lo sento addosso. Quando sei in forma, giochi bene e ti senti sostenuto, i dettagli tecnici contano relativamente”.

Ne parliamo spesso in questo blog: la componente di motivazione esterna può fare la differenza quando un atleta attraversa una fase critica della sua performance. Pensa a ciò che accade nel tennis, dove gli spettatori non possono esprimersi durante il gioco, ma possono però rifarsi nei cambi di campo e nello spazio tra un punto e l’altro. “I successi spazzano via i dubbi che ti assalgono – ha detto ancora Paratore – Se hai vinto una volta, sai che lo puoi rifare!”.

Nel suo caso, vincere il primo torneo europeo in Svezia ha rafforzato le sue credenze sull’identità. È probabile che il suo dialogo interno abbia elaborato frasi come “Basta frustrazioni! Ora fai parte di quelli che possono vincere le gare internazionali”. In effetti alla vigilia di Monza il giovane atleta aveva detto ai giornalisti: “Torneo di livello alto? Non è un problema! Amo il confronto con i migliori, è bello battagliare con i più forti, c’è solo da imparare. Più impari, più hai la possibilità di crescere”. Non male per un ragazzo che si affaccia alla ribalta internazionale.

Per Paratore tra i favoriti c’è Jon Rahm, 22 anni, numero 5 al mondo in pochissimo tempo. “È migliorato tantissimo, il suo gioco ha beneficiato di quella che secondo me è stata una svolta mentale”. Ancora la mente protagonista di uno sport di grandissima concentrazione. A proposito, hanno chiesto a Paratore se essere neo-fidanzato lo aiuta a essere più tranquillo: “Sì è vero, mi sento molto più sereno nei momenti fuori dal campo. In gara, mentre gioco, penso solo a quello che sto facendo”. In quei casi la fidanzata tecnicamente più di tanto non può fare…

Alessandro Dattilo

Alessandro Dattilo

Giornalista, storyteller, blogger, formatore, ghostwriter. Aiuta aziende e professionisti a raccontare la loro storia, a trasferirla sul web, a farla diventare un libro. Tiene seminari su Brand Journalism e Scrittura Efficace per il Business. Oggi è Senior Content Manager per Roberto Re Leadership School e Stand Out – The Personal Branding Company e docente del programma HRD – Da Manager a Leader. Fondatore di TorinoStorytelling e RomaStorytelling, ha scritto e parlato per quotidiani nazionali, network radiofonici e tv locali. Sul web ha lavorato come consulente editoriale e content manager per il Gruppo Enel, Ferrovie dello Stato, Treccani, Ferpi, Fastweb, Reale Mutua, Comin & Partners e molti altri. Per Mondadori ha pubblicato nel 2014 il libro "Scrittura Vincente", una guida pratica su come usare la parola scritta per raggiungere più facilmente i propri obiettivi in campo aziendale, commerciale, professionale.

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