Diario di un Coach

Il coinvolgimento di una sport mental coach: Mara Bellerba

By 4 Maggio 2020Giugno 22nd, 2020One Comment
sport mental coach Mara Bellerba - Diario di un coach

Ci sono mental coach e mental coach… ma questo, la maggior parte di voi, lo avrà già capito. Poi ci sono quelli che, come noi, oltre a far parte di quei mental coach che fanno la differenza, siamo anche Sport Mental Coach, ovvero ci occupiamo della mente degli atleti.

Questo significa molto di più che stare seduti ad ascoltare o insegnare.
Lavorare con la mente di chi fa sport a livello agonistico vuol dire, prima di tutto, sapere e conoscere il mondo dell’agonismo, del risultato, dell’ansia, della paura e della perseveranza e, in secondo luogo, vuol dire traghettare tutto ciò che si è provato, e si prova ancora, cercando di tradurre in pratica la teoria e valutando sempre l’approccio migliore, assecondando le peculiarità caratteriali del tuo atleta.

Per comprendere le emozioni e le lacrime di uno Sport Mental Coach, Mara Bellerba ci ha aperto il suo diario e, tra i tanti pensieri, ne abbiamo scelti alcuni che meglio spiegano che cosa voglia dire avere passione per ciò che fai.

il cuore della sport mental coach Mara Bellerba

Svegliarsi con balzo al cuore e correre ad accendere la tv, Olimpiadi, Sochi, Hokey.
Cercare tra tutte le divise quella che ti “appartiene”, la numero 91.
E subito sentire quel brivido che può capire solo chi fa, dello sport, la propria vita.
Un rimpianto enorme e ingestibile per non essere presente fisicamente avendo pure fatto una promessa a quella divisa, a quel 91. A volte mi capita anche questo: non poter esserci pur avendo fatto di tutto; ma solo fisicamente perché il cervello e il cuore sono li, ad ogni passaggio, ad ogni tiro.
E mentre tutto deve ancora iniziare, la mia mente torna indietro a 2 anni fa quando quel ragazzo così scontroso abbozzava il primo sorriso per dirmi che era un po’ in down ma che ce l’avrebbe fatta. Voleva esserci, a Sochi, già da allora!
L’ha voluto fortemente e ora è lì!
Mi rilasso e ricongiungo il mio sguardo e la la mia mente davanti allo schermo. Vedo coronarsi il sogno e vedo il risultato della sua tenacia, delle sue emozioni e spero anche un po’ del lavoro fatto insieme. Ho sempre creduto in lui, già dal primo giorno, già dal primo sorriso, ma l’orgoglio di vederlo a Sochi oggi non ha paragoni. Non tutti possono ammettere di aver detto: “Io ce la farò” e di aver tenuto botta alla promessa fatta! Questa è una cosa da campioni.

la passione della sport mental coach Mara Bellerba

Il cuore di un coach contiene 1000 cuori, tutti quelli dei suoi atleti, ma anche dei genitori degli atleti, della mamma che ti affida il suo cucciolo, del papà orgoglioso che velatamente ti ringrazia tra un match l’altro, degli allenatori che diventano fratelli di avventura.
Cuori meravigliosi che vivono a 300 all’ora una gara e ci si buttano dentro come tori nell’arena.
Cuori impavidi che accettano il dolore come prezzo da pagare per essere i migliori.
Cuori che soffrono per un match point annullato e, subito dopo, conquistano ancora il campo come guerrieri superando le paure o soccombendo, ma sempre con la voglia rimettersi in gioco.
Uno dei mie mille cuori è nato sul ghiaccio, ma ha sempre bruciato come il fuoco.
Il mio cuore ha pianto per le sconfitte e gli infortuni e gioito per la soddisfazione di una rimonta o per le vittorie. Credo che qualche volta si sia anche spento, abbia smesso di battere, ma poi ha ripreso e più forte di prima.
E quindi, cari dottori, cari cardiologi, non stupitevi se il mio cuore batte più forte, batte di più. Il mio cuore ha dentro tutti i battiti dei miei campioni. Poche volte nella vita si ha la fortuna di vivere emozioni a pieno, che coinvolgono la tua mente, il tuo cuore e la tua anima. Poche volte si sente la felicità esplodere nelle vene e le lacrime scendere senza possibilità di arrestarle.
Io, questa sera, ho pianto di gioia senza urlare, senza saltare, in silenzio ma con un sorriso nel cuore che ha illuminato tutto il resto. Nella mia mente non c’è stato più spazio per niente che non fosse la felicità e l’orgoglio per il lavoro fatto e, insieme, come fuochi d’artificio, mille flashback nella mia mente:
la prima volta che ho visto i ragazzi del Losanna Hockey Club,
il giorno che ho capito che ero ormai una di loro,
le sedute a volte un po’ pazze,
gli scherzi,
il lavoro duro,
la sofferenza per i tanti infortuni,
le promesse fatte senza parlare,
quegli sguardi intensi mentre mi chiamano sbattendo lo stick sul campo!
Ho scoperto un mondo dove il ghiaccio è solo sotto i loro piedi perché dentro di loro c’è fuoco, ardore, orgoglio. L’obiettivo è stato raggiunto, siete campioni, ma siete anche tanto altro.
Siete diventati uomini e il vostro sogno si è tramutato in realtà. Questo viaggio lo abbiamo vissuto insieme condividendo il vostro e il mio modo di essere. Mi avete trattata come la vostra principessa e allo stesso tempo come una di voi. Avete creduto in me almeno tanto quanto io ho creduto in voi. Non ci siamo mai tirati indietro e sicuramente ora, insieme alla gioia immensa di aver raggiunto quello che volevamo, arriva la stanchezza e un po’ di malinconia e di nostalgia per le tante risate e per tutti i pianti… questo compreso, questo mio, ora, davanti alla vostra vittoria!
Grazie di avermi voluta in questa avventura!

il coinvolgimento della sport mental coach Mara Bellerba

Ecco, finalmente a casa. No atleti, no problemi, no coach.
Solo io il mio divano, le mie cose, la mia cuccia, i miei pensieri.
Ma tornare a casa non è solo questo… c’è anche il pranzo da preparare, la lavastoviglie da caricare, il bagno da pulire e il frigorifero da sistemare.
È bello però rientrare a casa, sì, è bello riprendere altre abitudini (Quali?), è bello restare un po’ senza fare nulla (Bello?)… Me lo ripeto, non tanto perché io stia godendo all’idea, ma forse un po’ per convincermi che non si può sempre essere di fretta, spostarsi, viaggiare e bruciare tutte le energie per il proprio lavoro.
Ma, ahimè, il mio lavoro è anche la mia più grande passione, la mia ragione di vita.
Provo allora a trasferire le mie sfide e i mie obiettivi nella vita casalinga: se invece che sbucciare le patate svogliatamente provassi a farlo dentro un tempo massimo? Ci provo, ma sbucciare 1Kg di patate in un minuto non mi riesce proprio. Allora cambio: riuscirò a pulire tutta la camera in 20 minuti? Anche qui fallisco, sono in camera da 40 minuti seduta sul letto a fissare il muro. Accidenti, non riesco a trovare alcun agonismo in queste attività.
Cerco allora qualcosa che mi dia un po’ di brivido, che so, magari mi cimento a fare quella ricetta che ho visto in tv. Bene, ora è nel forno… guardo l’ora e mi accorgo che ci ho messo 15 minuti e zero brividi! Il pranzo è piaciuto e mi piglio anche un “Brava!“. Mi ritengo parzialmente soddisfatta e mi metto sul divano in pieno relax.
Non è questo che aspettiamo sempre dopo un duro periodo di lavoro? Mi hanno detto che funziona, che ci devi credere e che ti puoi abituare fino ad apprezzarlo.
Passano 10 minuti e sapete che cosa penso?
Ma che rottura di co*****i! Datemi i miei atleti, datemi una partita, datemi una sfida, una rivincita, uno scoglio da superare: io sono una Sport Mental Coach!
Forse ho capito, mi siedo, prendo un foglietto per prendere appunti e scrivo i prossimi task:

  • studiare gli esercizi per Matteo Tagliariol (profumo di olimpiadi e tante vittorie),
  • creare esercizi per la vista del golfista (profumo di mondiali),
  • organizzare la giornata per il tennista Grigelis Laurynas (e qui puntiamo ai primi 120),
  • annotare Ie nuove trans ipnotiche per l’hockey (vanno alla grande e vai di play off).

Ecco, finalmente mi sento soddisfatta, ho trovato il mio modo di essere “casalinga”.

Se sfregando una lampada avessi potuto esprimere un desiderio, oggi ,avrei voluto avere il dono dell’ubiquità.

  • Sportivo-1 a Tallin: cerco il collegamento internet ma lo perdo e non vedo il risultato, mi arriva un messaggio ma ho paura di leggerlo. Allora ne aspetto un altro e ho ancora più paura, ma lo leggo mentre è tornato il collegamento e sento solo urla e applausi.
  • Poi è il turno dello sportivo-2, è a Tallin anche lui.
    Mi dicono dalla regia che fa flessioni per non rompere la racchetta. Ma poi ecco che si riapre il collegamento, ok, siamo in semifinale. Esulto e rido da pazzi!
  • Nel frattempo, mentre seguo sportivo-1 e sportivo-2, stanno giocando a hokey gli sportivi-3. Ho il cellulare connesso ai risultati, non vedo la partita, ma sento un ruggito ad ogni punto (è il suono che ho messo per loro, meraviglioso!)

In tutto ciò sono al ristorante con mio marito e tutta la gente lo guarda con compassione quando mi alzo sulla sedia ed esulto. Per chi? Per tutti! Per tutti i miei sportivi, perché io, anche se sono qui, sono con loro con la mente e con il cuore!

Sport mental coach Mara Bellerba e i suoi atleti

Sport Power Mind

Sport Power Mind

Sport Power Mind è la forza di una squadra al servizio dell'atleta; un team di professionisti uniti tra loro dal medesimo obiettivo: liberare il potenziale degli atleti per massimizzare le loro prestazioni. Sport Power Mind utilizza, sia per la formazione, sia durante le sessioni di lavoro con gli atleti, un metodo di coaching unico e distintivo, frutto di studi ed esperienze maturati in anni di attività sul campo.

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