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Sport e attacchi di panico

By Marzo 22, 2018 Maggio 15th, 2019 No Comments
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Sono più di quelli che pensiamo i campioni dello sport che soffrono di attacchi di panico. Andre Agassi con la sua biografia “Open” è stato tra i primi, nel 2011, a parlare dei disagi psicologici sofferti durante la carriera. Nel suo bellissimo libro il tennista americano racconta gli anni in accademia, gli allenamenti impossibili e i dolori atroci, la depressione per le sconfitte e la dolcezza delle vittorie, costantemente sotto i riflettori.

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A passare attraverso attacchi di panico nello sport ci sono casi recenti come quelli di André Gomes, mezzala del Portogallo e del Barcellona, o Kevin Love, stella del NBA. Il primo ha rilasciato un’intervista al mensile spagnolo Panenka (dal titolo “Pensare troppo mi fa male”) dove ha raccontato di sentirsi a disagio in campo con il pallone tra i piedi: “Sto vivendo un inferno, più di una volta ho pensato di non uscire di casa, ne avevo quasi paura, me ne vergognavo. Non sto bene in campo, non riesco a godermi quello che mi piace fare di più. Nei primi sei mesi le cose sono andate molto bene, poi tutto è cambiato. Ho iniziato a sentire più pressione, è come se avessi delle cattive sensazioni durante le partite. Tengo per me tutta la frustrazione e non parlo con nessuno, soffro nel pensare troppo. E anche se i miei compagni mi aiutano molto, le cose non vanno come vorremmo. Gli amici mi dicono che ho il freno a mano tirato. Mi dà fastidio quando mi dicono che potrei fare bene perché poi chiedo a me stesso: e allora perché non lo faccio?”.

kevin-love-attacchi-panico-sportKevin Love, invece, pilastro dei Cleveland Cavaliers (uno stipendio record da quasi due milioni di dollari al mese, non all’anno, al mese!), ha avuto un attacco di panico durante un timeout ed è scappato negli spogliatoi, dove è stato ritrovato disteso per terra. “È stato qualcosa di improvviso – ha spiegato lui stesso – ma di reale. Come una frattura della mano o una distorsione della caviglia. Era come se il mio cervello volesse uscire dalla testa. Da lì in poi è cambiato quasi tutto quello che pensavo a proposito della mia salute mentale”.

Attacchi di panico e sport: Federica Pellegrini

Non sempre nello sport gli attacchi di panico sono conseguenza della pressione mediatica e ambientale. Persone normali in un momento imprecisato vanno improvvisamente in corto circuito a causa di un profondo terrore, una sensazione angosciosa che qualcosa di grave stia sopraggiungendo senza che ci sia una motivazione.

È capitato alcune volte a Federica Pellegrini, primatista mondiale in carica nei 200 metri stile libero. Nel 2008, dopo aver abbandonato una gara perché non riusciva più a respirare, Federica aveva iniziato a provare la paralizzante sensazione di annegare. Che per una nuotatrice professionista è il peggio che ti può capitare. Risolta la situazione dal punto di vista fisiologico (grazie a una serie di cure per il broncospasmo), sotto l’aspetto mentale la situazione è peggiorata. “Dopo quella gara – ha spiegato – l’ansia è diventata il mio guaio più grave: temevo di rivivere le sensazioni provate in quella terribile performance, anche se razionalmente sapevo che non sarebbe potuto riaccadere”.

La Pellegrini è uscita da questo tunnel dopo alcuni mesi, grazie a un lavoro intenso con il suo mental coach. Da allora è cambiato il modo di vivere il problema, di sconfiggere le crisi attraverso un rinnovato focus e un efficace dialogo interno. Lei stessa – in un’intervista per il mensile OK Salute e Benessere – ha spiegato che dalla sua esperienza ha imparato che le persone che soffrono d’ansia hanno bisogno di sostegno, che nello sport gli attacchi di panico possono essere una chiave per far emergere un disagio più profondo. “Se capita a voi non vergognatevi di chiedere aiuto! È inutile cercare di superare questo tipo di problema da soli: si perdono molte energie e senza ottenere un risultato tangibile”.

Alessandro Dattilo

Alessandro Dattilo

Giornalista, storyteller, blogger, formatore, ghostwriter. Aiuta aziende e professionisti a raccontare la loro storia, a trasferirla sul web, a farla diventare un libro. Tiene seminari su Brand Journalism e Scrittura Efficace per il Business. Oggi è Senior Content Manager per Roberto Re Leadership School e Stand Out – The Personal Branding Company e docente del programma HRD – Da Manager a Leader. Fondatore di TorinoStorytelling e RomaStorytelling, ha scritto e parlato per quotidiani nazionali, network radiofonici e tv locali. Sul web ha lavorato come consulente editoriale e content manager per il Gruppo Enel, Ferrovie dello Stato, Treccani, Ferpi, Fastweb, Reale Mutua, Comin & Partners e molti altri. Per Mondadori ha pubblicato nel 2014 il libro "Scrittura Vincente", una guida pratica su come usare la parola scritta per raggiungere più facilmente i propri obiettivi in campo aziendale, commerciale, professionale.

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