Calcio

Cristiano Ronaldo e la visualizzazione nello sport

By 10 Aprile, 2018 15 Maggio, 2019 No Comments

Sono giorni che si continua a parlare dello splendido gesto tecnico compiuto da Cristiano Ronaldo nella gara di Champions League tra Juventus e Real Madrid. L’attaccante portoghese ha segnato una rete in rovesciata con un movimento fra i più difficili che esistano per un calciatore professionista.

Un gol che ha lasciato a bocca aperta sia gli avversari bianconeri che il pubblico di Torino sugli spalti. Anzi, per la verità i tifosi juventini hanno rivolto un applauso a Ronaldo, come gesto di sportività e di riconoscimento per la sua immensa classe. Lui ha risposto emozionato: “È la prima volta che un intero stadio di tifosi avversari mi applaude”.

Il punto che a noi interessa, in chiave mental coaching, è il fatto che la rovesciata di Ronaldo non è stata affatto una casualità. Nei mesi e nelle settimane precedenti il fuoriclasse del Real l’ha ripetutamente provata in allenamento, non solo dal punto di vista fisico ma anche mentalmente. Il tema è proprio questo: quanto cioè sia importante saper visualizzare nel proprio cervello l’esecuzione anticipata di intere parti della propria performance sportiva.

Per un atleta, visualizzare un gesto tecnico significa “viverlo” nel modo corretto, magari rifacendosi a modelli di altri atleti che eccellono in quella disciplina. La sua mente inconscia – avendo depositato in archivio l’immagine corretta – al momento della gara potrà focalizzarsi su quella e inviare così al proprio corpo i messaggi necessari per orientarsi verso il successo.

Avevamo già scritto su questo blog dell’importanza della visualizzazione. Sia parlando del film “La leggenda di Bagger Vance” e sia di come Federica Pellegrini ha dovuto gestire lo stress e l’ansia dovuti agli attacchi di panico. In entrambi i casi, il potere della visualizzazione nello sport è stata la chiave vincente per ridurre la tensione e affrontare la prova con il giusto stato d’animo.

Come scrive anche Alex Bellini, esploratore italiano, diventato noto al pubblico per le sue imprese estreme, la scienza ha più volte dimostrato l’efficacia che la visualizzazione mentale nello sport può avere sulle prestazioni. Richard Suinn, psicologo sportivo americano, è stato il primo ad adottare queste tecniche con atleti olimpionici nel 1972. Studiò gli sciatori in discesa e scoprì che quando chiedeva di immaginare semplicemente di sciare, il cervello inviava segnali elettrici paragonabili a quando l’atleta stava effettivamente sciando e anche i muscoli reagivano allo stesso modo.

In che modo allora può essere utile la visualizzazione?

  • a ridurre i pensieri negativi concentrandosi sulle sensazioni positive
  • a perfezionare un’abilità o sequenze di abilità
  • a familiarizzare con il campo di gara, il percorso, una fase particolare di gioco
  • ad attivare mentalmente tutte le fasi chiave della gara

La judoka Kayla Harrison, che nelle ultime olimpiadi di Rio 2016 ha vinto l’oro nella categoria fino a 78 chilogrammi, dopo la premiazione ha detto: “Ho visualizzato di vincere queste Olimpiadi ogni notte negli ultimi 4 anni”. Nel suo libro biografico “No limits”, il nuotatore americano Michael Phelps (l’atleta più medagliato di tutta la storia delle Olimpiadi) spiega quanto per lui sia fondamentale affiancare all’allenamento in vasca l’allenamento mentale. Il suo allenatore lo invitava a visualizzare il gesto tecnico specifico di ogni prova e a immaginare il giorno della gara stessa nella sua completezza: dove si sarebbe svolta, con quali avversari, come Michael l’avrebbe vissuta.

In un prossimo post affronteremo il tema della visualizzazione in una chiave più scientifica, parlando dell’apprendimento per imitazione che utilizza le potenzialità dei cosiddetti “neuroni a specchio”. Una classe di cellule nervose la cui azione facilita l’intervento correttivo da parte dell’istruttore o del mental coach.

In attesa che Cristiano Ronaldo ci regali altre perle del genere (ora sappiamo che quelle rovesciate non sono frutto di casualità, ma il risultato di decine e decine di specifiche visualizzazioni), è utile sapere che gli atleti più forti del mondo, per preparare le loro competizioni, si affidano a tecniche di visualizzazione insegnate da mental coach sportivi, psicologi e istruttori.

Le immagini sono il linguaggio principale della nostra mente. Se vi va di approfondire, vi consiglio la lettura di un classico, ancora estremamente attuale: “Psicocibernetica” di Maxwell Maltz, un libro semplice e pratico che potrebbe avere una influenza di grande rilievo sulla vostra vita.

Alessandro Dattilo

Alessandro Dattilo

Giornalista, storyteller, blogger, formatore, ghostwriter. Aiuta aziende e professionisti a raccontare la loro storia, a trasferirla sul web, a farla diventare un libro. Tiene seminari su Brand Journalism e Scrittura Efficace per il Business. Oggi è Senior Content Manager per Roberto Re Leadership School e Stand Out – The Personal Branding Company e docente del programma HRD – Da Manager a Leader. Fondatore di TorinoStorytelling e RomaStorytelling, ha scritto e parlato per quotidiani nazionali, network radiofonici e tv locali. Sul web ha lavorato come consulente editoriale e content manager per il Gruppo Enel, Ferrovie dello Stato, Treccani, Ferpi, Fastweb, Reale Mutua, Comin & Partners e molti altri. Per Mondadori ha pubblicato nel 2014 il libro "Scrittura Vincente", una guida pratica su come usare la parola scritta per raggiungere più facilmente i propri obiettivi in campo aziendale, commerciale, professionale.

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