Calcio

Per Allegri un esame da mental coach

By Aprile 26, 2018 Maggio 15th, 2019 No Comments

In un clima che qualcuno un po’ precipitosamente ha ribattezzato da “fine impero”, la Juventus e il suo coach Massimiliano Allegri si apprestano a vivere queste ultime settimane di fine stagione. Le coordinate, per quei pochi che non lo sapessero, sono le seguenti: Juve fuori dalla Champions League per opera del Real Madrid (con un rigore dubbio fischiato all’ultimo minuto) e Juve con un vantaggio rosicchiato dal Napoli in campionato, che battendo i bianconeri allo Stadium è arrivato a un solo punto dalla capolista.

Le domanda in chiave coaching sono molteplici.

  • Saprà mister Allegri riprendere in mano la squadra, abbattuta nel morale dai risultati negativi?
  • Saprà mettere in campo le sue doti di “allenatore della mente”, più che quelle di tecnico-tattico?
  • Riuscirà a impedire che la squadra resti abbagliata dai fari di Sarri, entrato in corsia di sorpasso?

Partiamo dalle ultime novità. Se l’ambiente rema contro, per qualunque atleta le difficoltà psicologiche aumentano in modo esponenziale. E l’ambiente rema contro! Si parla di una furibonda lite tra giocatori e allenatore al termine della gara contro i partenopei, si vocifera di Buffon che avrebbe alzato la voce contro Benatia, responsabile sia del rigore subìto contro il Real Madrid e sia della disattenzione in marcatura che ha generato il gol-partita di Koulibaly. Si parla di Marchisio e Dybala che avrebbero affrontato a muso duro l’allenatore, ritenuto colpevole dell’intera situazione sia sotto l’aspetto tecnico che sul fronte caratteriale.

Come se non bastasse, al centro sportivo di Vinovo, in queste ore la squadra juventina è stata contestata, seppur senza episodi di rilievo, da una parte della tifoseria bianconera, quella che pretende che gli atleti in campo sabato sera contro l’Inter tirino fuori… gli attributi! Allegri insomma accusato di essere meno reattivo e motivato del suo antagonista Maurizio Sarri.

Aspettative, pressioni, credenze negative. Tutta materia per il coach Allegri che dovrà sbrogliare la matassa per evitare implicazioni negative nella marcia verso il settimo scudetto consecutivo. Come ricaricare dunque le pile? Come evitare che tutte queste interferenze diventino, nella mente dei giocatori, un fantasma pronto a saltarti addosso magari nelle fasi salienti della partita?

Vediamo insieme quale sia la mappa su cui ragionare, per far sì che il traguardo da conquistare sul campo non venga messo a rischio. Sappiamo che un leader all’interno di un gruppo deve sfoderare una capacità di accoglienza dei bisogni, che in questo caso si sovrappongono a più livelli.

Ci sono i bisogni legati al raggiungimento dell’obiettivo, e qui parliamo soprattutto di sguardo alla classifica, ma anche di strategie collaudate e di accortezze tattiche. I ragazzi devono sapere che per affrontare i prossimi avversari non dovranno perdere la calma e restare lucidi nell’applicare ciò che sanno fare molto bene, visto il cammino vincente fin qui portato a termine. I bisogni sono facili da definire: la Juve deve vincere tutte e quattro le prossime partite, perché il Napoli ha un calendario più facile e dunque è molto probabile che non mollerà neanche un punto dei dodici a disposizione.

Oltre a questi ci sono i bisogni della squadra, quelli collettivi, che riguardano le dinamiche interne e le gerarchie utili a tenere la squadra motivata. Occorre che Allegri sia capace di individuare con precisione se i vari componenti del gruppo continuino a rispettarsi fra di loro, se nel frattempo non si siano create fazioni in contrasto una con l’altra. Capita negli sport di squadra, quando si vince e si perde tutti insieme, che – complice il nervosismo – scattino accuse incrociate e rivalse magari rimaste sottotraccia per lungo tempo.

Occhio infine ai bisogni dei singoli atleti, e qui il mister-coach deve fare veramente lo psicologo con sessioni individuali, durante le quali riportare il dialogo a un livello costruttivo, al netto di egoismi personali e credenze negative. La matassa in questo caso è la più difficile da sbrogliare, perché il momento storico della formazione bianconera è fatto di giocatori con necessità molto diverse, che possono entrare in conflitto rispetto agli obiettivi del club.

Ci sono campioni come Dybala, che si sentono poco valorizzati e scaricano sull’allenatore la fase calante che stanno attraversando. Il giovane argentino era partissimo benissimo a inizio stagione, ma poi Allegri lo ha “punito” in alcuni momenti dell’anno, lasciandolo spesso in panchina con motivazioni sia tecniche che caratteriali. L’intento era che Paulo non si montasse la testa, vista la giovane età? Può darsi, ma la situazione è stata gestita male.

Poi ci sono i tre “anziani” della vecchia guardia: Buffon (molto nervoso perché non vorrebbe finire la carriera in mezzo a una sequenza di traguardi mancati), Chiellini e Barzagli, questi ultimi alle prese con problemi fisici e infortuni ripetuti. Oltre a loro, ci sono i bisogni di almeno altri cinque titolari (Lichtsteiner, Mandzukic, Matuidi, Khedira e Cuadrado) che vorrebbero disputare a giugno l’ultimo Mondiale della propria carriera. E che per questo in qualche modo potrebbero inconsciamente (o meno) giocare col freno a mano e risparmiarsi per evitare guai fisici o problemi di tenuta atletica.

Capirai dunque che il compito di Allegri è davvero proibitivo, e non può farcela da solo se i suoi uomini non si schierano tutti compatti, facendo ognuno la propria parte. Il tecnico dovrà così lavorare per tenere sotto controllo il cosiddetto “Inner Game”, la realtà interiore vissuta nella mente del giocatore, non percettibile all’esterno in quanto solo lui la conosce. Dovrà verificare se i singoli sono focalizzati sulla prossima gara, avendo ripulito le scorie delle sconfitte passate. Dovrà aiutarli a mantenere un dialogo interno produttivo, con la mente che eviti il più possibile di farsi domande “perdenti” e depotenzianti. Dovrà insomma mantenere i suoi ragazzi “In the Flow” come si dice nel gergo dei coach: ovvero al massimo delle loro potenzialità, concentrati e focalizzati.

In ultimo, nel privato dello spogliatoio e nelle chiacchiere sul campo di allenamento, Allegri dovrà smontare probabili credenze negative, che hanno pervaso la tranquillità mentale come le erbacce quando infestano un giardino. Dovrà motivare i suoi ragazzi su diversi fronti e far loro immaginare cosa può accadere in caso di vittoria dello scudetto:

  • ogni singolo atleta sarà valorizzato (prospettive di carriera, interna ed esterna)
  • ogni singolo atleta beneficerà di una maggiore ricompensa economica (premi speciali di fine stagione)
  • ogni singolo atleta beneficerà di un maggiore riconoscimento morale da parte del club, dei tifosi, dei mezzi di informazione e in generale fra gli addetti ai lavori (giocatori di altre squadre, tecnici, presidenti di altri club)

Insomma ci sono mille motivi per stringere i denti e portare a casa questo scudetto. Ma la Juve ci deve credere. E in queste ultime settimane, il suo tecnico dovrà lavorare – praticamente a tempo pieno – nelle vesti di un vero e proprio mental coach.

Alessandro Dattilo

Alessandro Dattilo

Giornalista, storyteller, blogger, formatore, ghostwriter. Aiuta aziende e professionisti a raccontare la loro storia, a trasferirla sul web, a farla diventare un libro. Tiene seminari su Brand Journalism e Scrittura Efficace per il Business. Oggi è Senior Content Manager per Roberto Re Leadership School e Stand Out – The Personal Branding Company e docente del programma HRD – Da Manager a Leader. Fondatore di TorinoStorytelling e RomaStorytelling, ha scritto e parlato per quotidiani nazionali, network radiofonici e tv locali. Sul web ha lavorato come consulente editoriale e content manager per il Gruppo Enel, Ferrovie dello Stato, Treccani, Ferpi, Fastweb, Reale Mutua, Comin & Partners e molti altri. Per Mondadori ha pubblicato nel 2014 il libro "Scrittura Vincente", una guida pratica su come usare la parola scritta per raggiungere più facilmente i propri obiettivi in campo aziendale, commerciale, professionale.

Lascia un commento a questo articolo

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.