Calcio

Edin Dzeko: Il buono e il cattivo

By Novembre 1, 2016 Maggio 23rd, 2019 No Comments

Edin Dzeko nel giro di pochi mesi è passato da zimbello del calcio italiano a capocannoniere del campionato; lo scorso anno gol clamorosi sbagliati e i servizi d’apertura delle trasmissioni sportive satiriche; quest’anno dieci gol in dieci partite e i paragoni con Van Basten. Eppure Dzeko è sempre Dzeko, un centravanti moderno capace di segnare e creare spazi, non un fenomeno, non un brocco. Cos’è cambiato? Il suo stato d’animo, che grazie a una crescita costante dell’autostima e della fiducia gli ha permesso di giocare come sa.

Quello che è capitato a Dzeko è capitato, almeno una volta, a tutti gli sportivi del pianeta, senz’altro anche a te. Hai presente quei meravigliosi momenti in cui tutto fila liscio? Corri leggero, ti senti protagonista, rincuori i compagni in difficoltà, vai sul pallone con la certezza di fare la cosa migliore e immancabilmente la fai. Allo stesso modo avrai presente quelle giornate in cui non ti riesce nulla: gironzoli per il campo, ogni palla è un’agonia, commetti gli errori più banali, tipo sbagliare uno stop o una rimessa laterale.

Strano vero? Eppure sei sempre la stessa persona, con la stessa faccia e lo stesso corpo e le stesse risorse. Domenica scorsa volteggiavi come Pogba, oggi fatichi a compiere i gesti più elementari. Da cosa dipende? Dallo stato d’animo, non qualcosa di immutabile, ma un insieme di sensazioni che cambia costantemente e determina la riuscita o meno delle tue performance. Sei sereno e di buon umore? Qualsiasi cosa tu decida di fare funzionerà: sarai a tuo agio con le donne, brillante con gli amici, reattivo e scattante sul campo di calcio. Sei giù? Con le donne sarai uno stoccafisso, con gli amici una palla al piede e in campo esprimerai il trenta per cento del tuo potenziale.

Dallo stato d’animo dipendono i tuoi pensieri, il tuo modo di interpretare la realtà e, in ultima analisi, le tue azioni.
 Dal punto di vista mentale, la differenza più significativa tra un campione e un giocatore “normale” sta nella capacità del primo di porsi nello stato d’animo ideale prima di ogni prestazione. Lo stato d’animo non è una pallina magica; esistono tecniche per assumerne il controllo. Grazie all’aiuto di un mental coach, ad esempio, si possono fare proprie strategie mentali come il linguaggio interiore, il focus, l’àncora, la gestione del corpo e altre ancora, tutte volte a raggiungere un unico, grande obiettivo: scendere in campo nello stato d’animo ideale per dare il meglio di se stessi.

Siamo tutti doppi, siamo tutti campioni e siamo tutti bidoni, basta un nulla, un pensiero velenoso, una frase recepita nel modo sbagliato e il dottor Jakyll che c’è dentro di noi lascia il posto a mister Hyde (anch’esso sempre presente) facendo danni incalcolabili, proprio come nel famoso romanzo di Robert Louis Stevenson. Sta a noi scegliere a chi dare la voce: lo possiamo fare con gli strumenti dell’allenamento mentale.


Articolo a cura di Marco Cassardo

Sport Power Mind

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