Calcio

Niente panico quando si tira un calcio di rigore

By 24 Novembre, 2015 22 Maggio, 2019 No Comments

Sei un praticante di sport come il calcetto o la pallacanestro? Sei un tecnico che ha la necessità di far allenare i propri giocatori a battere i calci di rigore?

Spesso, anche sui giornali sportivi, quando si parla di calciatori che si affidano a un mental coach da affiancare alla preparazione tecnica, si fa riferimento alla vicenda del rigore decisivo, sbagliato da Roberto Baggio durante la finale dei Mondiali del 1994. In quel famoso 17 luglio l’Italia di Sacchi, Baresi e Maldini affrontava il Brasile del fuoriclasse Romario. Al termine dei tempi supplementari, con la gara ferma sullo zero a zero, arrivarono i famigerati calci di rigore: l’ultimo e decisivo tiro dal dischetto toccò a Roberto Baggio, il nostro fuoriclasse di punta in quei Mondiali. E tutti sappiamo come andò a finire: l’attaccante azzurro – che solitamente era infallibile nel tiro dagli 11 metri – calciò malamente sopra la traversa, regalando la Coppa del Mondo al Brasile!

Tempo dopo a Baggio fu chiesto cosa avesse provato in quei fatidici secondi prima di sbagliare il rigore. È utile anche andarsi a riguardare il filmato su YouTube per accorgersi dello stato d’animo dell’attaccante. Baggio si avviò al dischetto con un’andatura concentrata ma tutto sommato (apparentemente) tranquilla. La pressione era enorme, dipendeva tutto da lui. Quel tiro avrebbe esaltato o vanificato le fatiche collettive di una squadra che da quattro anni si preparava a quella manifestazione. Il suo pensiero andava non solo al pubblico dello stadio di Pasadena, in prevalenza brasiliano, ma a tutti i milioni di telespettatori che da casa stavano seguendo, trepidando, la partita.

A un certo punto, guardando l’espressione di Baggio, si può notare come tutto nel suo volto cambia. Accade nel momento in cui, prima di prendere la rincorsa, Baggio guarda verso la porta per una frazione di secondo. A difendere la rete del Brasile c’era Taffarel, che qualche minuto prima aveva già “stregato” sia Baresi (che aveva tirato alto) che Massaro (rigore parato). Baggio raccontò poi che in quell’istante la porta gli sembrò piccolissima, come se si fosse magicamente ristretta, mentre il portiere sembrava al contrario un gigante che aspettava soltanto l’errore del nostro azzurro. Ed errore fu.

Le immagini che – solo nella sua mente – Baggio aveva generato, hanno rappresentato per lui un ancoraggio negativo estremamente depotenziante! Invece di accedere alle sue risorse migliori – che nel caso di Baggio erano abilità, destrezza, autostima, potenza e precisione – lui fece tornare a galla la parte peggiore, totalmente controproducente in un momento decisivo come quello. Paura, insicurezza, calo muscolare, respirazione alterata furono il cocktail micidiale che spinsero quella palla verso le tribune. E Baggio in un precipizio, con un’intera nazione dietro.

Ogni sportivo, insieme al suo mental coach, deve mettere a punto una strategia di ancoraggi “potente e positiva”, in grado di reggere qualunque pressione. Deve collaudare nel tempo un gesto, o una sequenza di gesti (ma anche un suono o un’immagine, come potrai imparare a fare all’interno di SPORT POWER MIND) così efficace al punto da riuscire a ribaltare anche quelle tremende situazioni da sembrare, almeno sulla carta, senza un’apparente via d’uscita.

Per Baggio, così come per te, la porta – ma anche il bersaglio, la pista, il canestro – non dovrà essere uno spauracchio! Quando andrai a calciare quel rigore dovrai aver maturato una consapevolezza interna “di granito”. Andrai sul dischetto con un’espressione vincente: il panico sarà soltanto un brutto ricordo del passato!

Alessandro Dattilo

Alessandro Dattilo

Giornalista, storyteller, blogger, formatore, ghostwriter. Aiuta aziende e professionisti a raccontare la loro storia, a trasferirla sul web, a farla diventare un libro. Tiene seminari su Brand Journalism e Scrittura Efficace per il Business. Oggi è Senior Content Manager per Roberto Re Leadership School e Stand Out – The Personal Branding Company e docente del programma HRD – Da Manager a Leader. Fondatore di TorinoStorytelling e RomaStorytelling, ha scritto e parlato per quotidiani nazionali, network radiofonici e tv locali. Sul web ha lavorato come consulente editoriale e content manager per il Gruppo Enel, Ferrovie dello Stato, Treccani, Ferpi, Fastweb, Reale Mutua, Comin & Partners e molti altri. Per Mondadori ha pubblicato nel 2014 il libro "Scrittura Vincente", una guida pratica su come usare la parola scritta per raggiungere più facilmente i propri obiettivi in campo aziendale, commerciale, professionale.

Lascia un commento a questo articolo

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.